Amministratore di Condominio Grasso Giacomo

Studio IDEA Messina

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La ripartizione delle spese

Una delle domande più frequenti è: si paga quanto si consuma? La risposta è negativa, perchè una parte delle spese, circa il 20-40%, viene ripartita tra tutti in base ai c.d. millesimi calore. E' quanto necessario per conservare in buono stato la caldaia centralizzata e gli apparecchi ad essa collegati, pagare la ditta che controlla l'esercizio, l'accensione, i rifornimenti, i controlli e quant'altro. Il resto si paga invece esattamente in proprozione a quanto combustibile si è consumato.

Quantità percentuale della spesa va suddivisa in base ai millesimi calore, dipende dalla situazione concreta e in particolare, dall'incidenza delle diverse spese da quelle per il combustibile sul bilancio economico termico dell'edificio.

Il  Comitato Termotecnico Italiano nel settembre 1991 ha comunque definito la norma UNI 10200 denominata "Iimpianto di riscaldamento centralizzato. Ripartizione spese riscaldamento" nella quale viene descritta una metodologia di ripartizione delle spese in funzione dei consumi id calore e dei componenti d'impianto. Nella norma è contenuta una serie di regole tecniche e gestionali da osservare per una corretta ripartizione ed evidenzia e consiglia la quota fissa come parametro variabile da un minimo del 20% a un massimo del 50% delle spese totali. L'attribuzione della quota fissa viene stabilita in base alla tipologia media dei condomini, al comportamento residenziale, alla tipologia e alla tecnologia costruttiva dell'edificio e allo stato dell'impianto termico.

La delibera relativa al valore della quoa fissa dev'essere fatta dall'assemblea di condominio e può essere modificata al termine di ogni stagione di riscaldamento. La ripartizone conseguente alla contabilizzazione del calore consumato potrebbe rappresentare un momento di verifica continua della vita condominiale: l'età cambia, le famiglie si evolvono, le esigenze si modificano, in altri termini ogni anno potrebbe essere diverso dall'altro e avere uno strumento flessibile di ripartizione è quando di più democratico ci possa essere. E' però anche chiaro che continui mutamenti potrebbero incrementare a dismisura le liti interne: quindi occorre cautela..

 

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