Il nostro pianeta è malato: il metano sotto i mari
Ultimo aggiornamento 19 Marzo 2011 amministratore 19 Marzo 2011
Ventimila leghe sotto i mari è fantascienza o realtà?
E' comunque risaputo che nel suolo ghiacciato della Siberia, nel "permafrost", è intrappolata una grande quantià di metano CH4 sotto forma di idrati. Recenti campagne di osservazione hanno riportato che, con l'innalzarsi della temperatura, una notevole quantià di metano sta comincaindo ad essere rilasciata in atmosfera. Questo effetto si configura come un feedback del sistema Terra che tende a far aumentare ulteriormente la temperatura e, dunque preoccupa parecchio.
Un articolo recente di ricercatori russi ha esteso l'analisi a ciò che accade nel Mar Glaciale Artico a nord della Siberia, una zona in cui il riscaldamento recente è stato più alto della media globale. Durante l'ultima glaciazione il livello del mare era molto più basso e in quella zona vi erano terre emerse, ovviamente caratterizzate da suolo ghiacciato. Ora i resti di questo permafrost si possono ritrovare nella piattaforma continentale sotto il Mar Glaciale Artico che a meno di 50 metri di profondità, si estende per quasi 1000 km a nord della costa della Siberia. Ebbene, mediante campagne oceanografiche durate più anni questi scenziati hanno visto che dai resti di permafrost sottomarino sta fuoriuscendo metano, tanto che molti tratti di mare sono saturi di questo composto e l'atmosfera sovrastante presenta anch'essa valori di CH4 molto superiori a quelli ritenuti normali.
La quantità di metano che fuoriesce attualmente da questo tratto di Mar Glaciale Artico è circa pari a quella emessa da tutti gli altri oceani, ma fortunatamente rappresenta per ora solo una piccola percentuale delle emissioni globali. Ma questo studio ci fa capire che la situazione andà attentamente monitarata in futuro, sopratutto se il riscaldamento alle alte latitudini continuerà a progredire con questi tassi di crescita.



