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Il nostro pianeta è malato

Vapore acqueo, anidride carbonica, metano, ossido di azoto, clorofluorocarburi e altri composti clorurati sono tutti gas che hanno la proprietà di perturbare il bilancio tra energia entrante ed uscente nel sistema Terra, intrappolando il calore nei bassi strati dell'atmosfera. Mentre le variazioni nella conentrazione del vapor d'acqua sono considerate effetti di risposta del sistema climatico alle variazioni di alcuni parametri come la termperatura, i cambiamenti nella concentrazione degli altri gas sono fortemente influenzati dalle emissioni di origine umana.

E' importante capire, allora, come è mutata la concentrazione di tali gas serra da un'epoca in cui queste emissioni potevano considerarsi trascurabili sino ad oggi.

Una volta stimate, queste variazioni di concentrazione, occorre valutare con un unico metro di paragone il loro effetto sull'intrappolamento di calore nella bassa atmosfera. Così si passa a considerare la c.d. "efficienza radiativa", cioè il poterer di assorbimento del calore di una quantità standard dei vari gas serra. E  si scoprono cose interessanti, come il fatto che, a parità di concentrazione, l'anidride carbonica riscalda l'atmosfera molto meno del metano e dei clorofluorocarburi (ma attenzione di CO2 ce n'è tanta...). Se si mettono insieme tutte queste conoscenze si può ottenere una stima del contributo di ciascun gas all'intrappolamento del calore negli ultimi 160 anni.  E' evidente che la CO2 fornisce comunque il contributo di gran lunga maggiore: ecco perchè si sente sempre parlare dell'anidride carbonica e molto poco degli altri gas serra.

Ma questa situazione di dominio dell'anidride carbonica è destinata a persistere anche in futuro? Non è così sicuro, perchè negli ultimi anni si sono accumulate evidenze di come il riscaldamento di alcune zone abbia fatto aumentare la fuoriuscita di certi gas serra da alcuni serbatoi naturali in cui sono intrappolati o in cui vengono prodotti.