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Non abbiamo più risorse

Ci sono risorse a sufficienza nel pianeta per sostenerci tutti?  Non c'è il rischio che tante persone esauriscano la Terra e la rendano in qualche modo sterile e non più vitale? L'anidride carbonica assorbita dagli oceani che conseguenze produrrà? Di certo è che il ph delle acque marine si abbassa nel momento in cui gli oceani respirano dall'atmosfera l'anidride, ed il ph, a sua volta riduce la quantità di anidride carbonica disciolta sulla superficie degli oceani, diminuendo così la presenza nelle acque di aragonite, un composto del carbonio usato da molti organismi fondamentali per la biodiversità degli oceani, come per esempio i coralli. Se l'aragonite è presente con un alto rapporto di saturazione non si dissolve nelle acque e può essere utilizzata dagli organismi. Ma se il rapporto scende è meno disponibile e può creare severi problemi ambientali. In epoca pre industriale l'aragonite era presente con un rapporto di saturazione di 3,44:1 che oggi è sceso a 2,9:1.

Un'altra preoccupazione è la riduzione dell'ozono, un'emergenza ambientale scattata già negli anni 80. Il buco dell'ozono non filtra più le componenti nocive delle radiazioni solari con seri problemi per gli esseri viventi.  Sembrava un problema superato, ma negli strati dell'atmosfera stazionano ancora aerosol potenzialmente nocivi per lo strato di ozono. Ora,  il riscaldamento globale potrebbe riattivare il processo di distruzione di questo sottile strato: intrappolare il calore vicino alla superficie terrestre significa rendere più fredda la stratosfera e attivare alcune sostanze chimiche dannose per l'ozono, sopratutto nel nostro emisfero.

Per effetto dell'opera umana, un quarto delle acque dolci superficiali che solcano il pianeta non riescono più ad arrivare agli oceani. Con due conseguenze: meno acqua da bere e per irrigare i campi, più cambiamenti climatici.

L'azoto è un elemento essenziale per rendere produttiva la terra e gli agricoltori di tutto il mondo lo immetono nei suoli attraverso i fertilizzanti. Ma se di azoto ce n'è troppo, viene lavato via dalle piogge e portato ai fiumi e mari. Ogni anno fissiamo fino a 121.000.000 di tonnellate di azoto nel terreno, molto più di quanto la natura possa sopportare. L'eccesso acidifica i suoli, uccidendo specie utili e saturando gli ecosistemi. Il rischio è creare nel pianeta zone morte e se ne contano già circa 400 negli oceani, nel golfo del Messico, tra Corea e Giappone e nel Mar Baltico.

Il territorio agricolo viene strappato ogni anno alle foreste tropicali. Metà di questi ecosistemi se nne sono andati per fare spazio ai campi. I danni sono di ogni genere, dai cambiamenti climatici alla riduzione di acqua dolce.  Secondo delle stime, non possiamo convertire ad altri usi più del 15% della superficie delle terre emerse libere da ghiacci. Oggia siamo giù al 12%, circa 16.000.000 di chilometri quadrati.