Opere agevolate: riqualificazione globale dell'edificio
Ultimo aggiornamento 10 Settembre 2010 amministratore 25 Luglio 2010
Deve permettere di raggiungere determinati valori annui di fabbisogno di energia. Essi variano di anno in anno e dipendono dal rapporto superficie/volume dell'edificio nonchè dalla zona climatica attribuita al comune in cui è situato. I parametri sono fissati dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico 11 marzo 2008 e sono due: il primo valido per il biennio 2008/2009, il secondo più rigido, per il 2010. Benchè con la detrazione concessa sia di ben 100.000 euro, si tratta della categoria di opere di gran lunga meno "gettonata" da chi richiede la detrazione del 55%. Per diversi motivi e non solo perchè si tratta di combinare interventi attivi sugli impianti e passivi di contenimento del calore sulle strutture, quindi di affrontare spese notevoli. I principali motivi sono altri e stanno nell'interpretazione date dall'Agenzia delle Entrate sulle condizioni necessari per l'applicabilità. La circolare 31 maggio 2007 n.36, infatti ha affermato che mentre i limiti di detrazione previsti per la coibentazione, per i pannelli solari e per le caldaie a condensazione valgono per ciascuna unità immobiliare, quelli per la riqualificazione globale dell'edificio valgono per tutto il palazzo. Tuttavia non è solo il decreto nominato a dettare prescrizioni. Occorre, infatti, tener conto anche di quelle previste dall'allegato 1 del D.Lgs. 192/2005 (il Codice dell'energia, aggiornato al D.Lgs.311/2006). Tra di esse occorre ricordare che in caso di installazione di caldaie con potenze nominali del focolare superiori a 100 kW deve essere allegata una diagnosi energetica dell'edificio che dimostri quali sono le misure efficaci sotto il profilo dei costi atte alla riduzione dei consumi. Le norme tecniche per eseguire tale diagnosi dovrebbero essere quelle fissate a livello europeo dal CEN che stanno per essere recepite, in un documento semplificato, dal Comitato Termotecnico Italiano, ente foderato all'UNI. Per eseguire la diagnosi occorre prima analizzare la struttura dell'edificio, misurando pareti, pavimenti, infissi e determinando materiali, spessori, ecc, e in seguito confrontare il rendimento teorico di un impianto con 4 diversi rendimenti reali, quello di emissione, quello di regolazione, quello di distribuzione e quello di produzione.
La misura del gap tra rendimento teorico e reale permette di identificare con la diagnosi le malattie dell'impianto. Per esempio, un insufficiente rendimento di emission dà la misura di quanto i caloriferi perdono troppo calore; un gap nella regolazione permette di capire quando limpianto reagisce male alle variazioni di temperatura esterna, dovute a cause atmosferiche o alla diversa insolazione durante la giornata; un cattivo rendimento di distribuzione mostra che le tubazioni disperdono troppo calore e uno di produzione dice che bisogna intervenire sulla dispersione dalle pareti delle caldaie o sulle perdite al camino. Si evita così di sprecare denaro inutilmente, privilegiando quelle opere in grado di risolvere i principali mali dell'edificio.
Diversi sono i queisti su questa categoria di interventi fatti dai contribuenti. In particolare è stato chiarito che l'agevolazione compete solo se c'è sostituzione di un impianto preesistente e non l'installazione di uno nuovo in un edificio privo di riscaldamento. Secondo l'ENEA, inoltre non sono da considerare impianti di riscaldamento preesistenti stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato a energia radiante, scaldaqua unifamiliari, a meno che la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola u.i. sia maggiore o uguale a 15kW. E' infatti questa la defiizione contenuta nel punto 14 dell'allegato A al D.Lgs. 192/2005.
L'art.31 della recente legge 99/2009 ha abrogato l'obbligo di produrre l'attestato di qualificazione energetica in caso di sostituzione di caldaie. Mancano però indicazioni sui documenti da produrre e circolari esplicative in proposito. L'ENEA, in attesa di delucidazioni, ha stabilito che l'attestato debba essere ancora inviato all'Ente da chi ha terminato i lavori entro il 15 agosto 2009, insieme all'allegato E al decreto, mentre chi li ha terminati dal 16 agosto in poi può compilare il solo allegato E, inviatndo però anche l'allegato A in bianco, con selezionata la casella in calce in cui si dichiara di aver letto il tutto.
Le valvole termostatiche a bassa inerzia termica, prescritte da installare su tutti i caloriferi, tranne che per gli impianti a pavimento, sono quelle che hanno certe prestazioni tecniche. Si tratta comnque di tutte quelle che sono in possesso del marchio di conformità CEN.
Nel caso della sostituzione della caldaia con un modello a condensazione, vale la pena spendere qualcosa in più e spigersi fino alla contabilizzazione dell'impianto termico. E' conveniente che l'impianto funzioni 24 ore su 24 e che la regolazione della temperatura avvenga, a scelta dell'utente, in mdo differenziato nei vari locali: ne giova certamente l'igiene e il benessere ambientale, come pure il rendimento dei generatori a condensazione, senza contropartite negative in termini energetici. Scosigliabile la possibilità per il singolo di spegnere l'immissione di calore nel proprio appartamento quando è fuori casa: durante la sua assenza giornaliera, infatti, è dimostrato che si raffredda una sezione di parete interna di circa 3 centimetri e al suo ritorno con l'accensione, l'energia utilizzata dalla caldai per riscaldarla è praticamente pari a quella che sarebbe stata necessaria se l'impianto nell'appartamento fosse rimasto acceso.
Va infine ricordato che in teoria il comma 20, art.1 della finanziaria 2008 faceva cenno alla possibilità di sostituire le caldaie anche con altri apparecchi termici, ma solo per le spese pagate sino al 31 dicembre 2009 e nei limiti di 2 milioni di euro di spesa per lo Stato. Tale disposizione è probablmente da ritenersi inefficace e inattuabile, per mancanza di indicazioni normative sufficienti.



