Ridurre i costi di produzione: il vetro di copertura
Ultimo aggiornamento 06 Luglio 2010 amministratore 03 Luglio 2010
I vetri impiegati nei moduli sono in generale ad altra trasmittanza nella banda solare e a basso contenuto di Ferro. Non sempre vengono utilizzati e per vari motivi, tra cui la difficoltà di approvvigionamento e di costo. In ogni caso i vetri presentano una riflessione tale per cui l'insieme vetro-EVA pemette di lasciare passare circa il 91-92% della radazione solare incidente verticalmente. Questo significa che quasi l'8% della radiazione solare non è raccolta dalle celle. Poter ridurre questa perdita significherebbe non poco, sempre che il guadagno non sia penalizzato dal fattore economico. Esistono varie possibilità tra cui l'impiego di vetro a basso contenuto di Cerio e di Ferro di spessore più ridotto che riducono la riflessione e migliorano la trasmittanza nello spettro solare. Si possono anche realizzare strati ottici selettivi sulla superficie del vetro che permettono guadagni fino al 4% anche se si hanno poche informazioni circa la durata di questi depositi che avvengono per sputtering. I costi non sono limitati.
Vengono proposti anche depositi basati sulle nanotecnologie per ridurre la possibilità che lo sporco si accumuli. Tali depositi si effettuano spruzzando a freddo appositi prodotti allo stato liquido garantiti per una durata di 2 anni. Dopo devono essere rinnovati. I produttori dicono di aver registrato incrementi nella produzione di energia fino al 5% ma sono dati tutti da verificare. Meglio sarebbe utilizzare strati repellenti allo sporco depositati sui vetri che avessero una efficacia per un numero maggiore di anni. Alcune ricerche stanno dando qualche buon risultato.
Per quanto riguarda i vetri l'esperienza mostra come spessori troppo elevati siano del tutto inutili. Gli enti di certificazione non rilevano la necessità di spessori superiori a 3,2 mm. per moduli a 60 celle policristalline dopo le prove a impatto. Molti modulli sono inutilmente pesanti. Più importanto è un altro punto. Ricercando il risparmio si realizzano cornici di dimensioni veramente limitate. Il canale dove si colloca il vetro è solo di qualche millimetro. Non desta meraviglia pertanto che accadano eenti come quello che si è registrato in Veneto dove, a causa di venti molto forti, il vetro è uscito dalla sede ed è volato via, mentre la cornice è rimasta al suo posto, fissata alla struttura di sostegno.
Già molti anni fa la Marina militare dovette sperimentare il fenomeno sui fari marini. Con venti molto forti il vetro si imbustisce ed esce dalla sede senza rompersi. Resta legato penzoloni solo per mezzo del cavo elettrico e solo dopo urti successivi si danneggia, senza peraltro ridursi in numerosi pezzi.
Realizzare cornici più solide e di maggiori dimensioni riduce un poco l'efficienza del modulo, dato l'aumento della superficie, ma garantisce una maggiore stabilità meccanica. Molti prodotti sul mercato sono effettivamente carenti da questo punto di vista.



