Villa passiva
amministratore 18 Giugno 2010
A Oderzo, in provincia di Treviso, una villa bifamiliare a basso consumo, frutto di un interessante progetto architettonico impiega un impianto solare termico ed è predisposto per l'installazione del fotovoltaico. Il tutto abbianto ad un accurato isolamento in lana di roccia, per ottenere consumi energetici vicini allo zero. Tra le soluzioni adottate anche il recupero di acqua piovana.
Il progetto è firmato dall'Arch. Fabio Zamuner e si colloca nella categoria degli edifici a basso consumo con caratteristiche tipiche di casa passiva.
Per raggiungere questo obiettivo, in fase di progettazione si è deciso di implementare un forte isolamento dell'involucro esterno con massimo abbattimento dei ponti termici, serramenti esterni e vetri fortemente isolanti, ventilazione meccanica controllata a doppio flusso con recuperatore di calore e scambiatore aria-terra.
Non potevano mancare i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e di integrazione al riscaldamento, e la predisposizione per la successiva posa di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, oltre ad una caldaia a condensazione di ultima generazione ad alto rendimento, che produce minime emissioni di gas serra in atmosfera.
Tutti questi accorgimenti dano luogo ad un edificio che per il riscaldamento invernale prevede un consumo annuale inferiore ai 15 kWh per mq. di superficie abitabile riscaldata, cioè meno di un decimo degli edifici convenzionali finora costruiti w notevolmente meno dei limiti di legge vigenti.
Nel dettaglio l'involucro opaco dell'edificio è caratterizzato da due diverse tipologie di chiusure verticali e da una copertura in parte realizzata in laterocemento, isolata con 25 cm. di lana di roccia, ed in parte in legno a vista, isolata con un pacchetto multistrato in lana di roccia ad alta densità di spessore complessivo pari a 28 cm.
I tamponamenti perimetrali in laterizio sono isolati in parte con sistema a cappotto in lana di roccia ed in parte con un sistema di facciata ventilata. Per il cappotto la preferenza è andata ad un prodotto Rockwool con tecnologia a doppia densità, di spessore 18 cm., caratterizzato da un valore di conducibiltà termica particolarmente basso. Per quanto riguarda invece la facciata ventilata, per dare articolazione all'edificio, nelle zone nord este e nord ovest sono state installate, quali elementi di finitura, lastre di cemento rinforzato con fibra di vetro color terracotta, che consentono di ottenere durabilità nel tempo e un ottimo compromesso tra resistenza meccanica e maneggevolezza nella posa in opera. L'intercapedine ventilata è isolata con pannelli in lana di roccia incombustibili di spessore 16 cm., rivestiti da un velo menerale nero. Nella zona nord del fabbricato sono stati anche inseriti elementi di finitura in legno stratificato ad alta densità.
Dal punto di vista architettonico, l'edificio si compone di due unità immobiliari adiacenti diseguali, poste lungo l'asse est ovest. Lungo il fronte principale, verso sud, si attestano tutte le funzioni primarie. L'affaccio a nord è sfruttato prevalentemente da locali con funzioni accessorie quali servizi igienici e disimpegni e su di esso le aperture sono ridotte all'indispensabile.


