Misure prudenziali
Ultimo aggiornamento 10 Settembre 2010 amministratore 17 Maggio 2010
Occorre essere connsapevoli di alcuni rischi. Si possono buttar via i soldi, pagati per il progetto, se la DIA o il permesso di costruire inciampano in vincoli di tipo ambientale o costruttivo, riguardanti per esempio il tipo di tetto adatto alle tipologie edilizie locali, per mancato rispetto delle distanze tra le costruzioni, per servizio di veduta, per plemiche ambientaliste. ancor pià spesso la rete dell'elettricità può essere distante e risultare quindi troppo costoso il collegamento o necessaria la costruzione di una cabina di trasformazione bassa/media tensione.
Peggio ancora quando l'impianto è già realizzato, ma non rispetta le normative o ha subito un collaudo superficiale. In caso di vendita dell'energia in surplus si sono anche verificati casi di tempi burocratici lunghi per approvare la necessaria convenzione.
Un'ulteriore cautela vi è stato un incremento davvero notevole degli operatori addetti, passati da 30-40 di alcuni anni fa, a centinaia: sono quelli che dovrebbero assistere il cliente dalla progettazione alla realizzazione dell'impianto, ai conti economici sui costi-benefici e al recupero dei finanziamenti. Così alla gestione dei pacchetti chiavi in mano, si trovano molti improvvisatori. Gli effetti sono gravi. C'è chi gonfia i rendimenti energetici futuri degli impianti del 15.20%, magari calcolandoli in base a norme UNI come la 10349, pensate per situazioni ottimali di edilizia bioclimatica. E ci sono business plain improvvisati da chi sa poco calcolare costi e benefici.


