Casa attiva: attiviamoci per renderla un obbligo anche in Italia
Ultimo aggiornamento 10 Settembre 2010 amministratore 10 Maggio 2010
Molto spesso in Italia tendiamo a considerare l'interno più imortante dell'esterno di un'abitazione. Ma il fatto è che negli ultimi tempi proprio sul "gusio" che racchiude la casa si sono incentrati i ragionamenti più approfonditi per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. E così mentre noi in Italia abbiamo ancora un elevato numero di regioni che non hanno ancora recepito le norme sulla certificazione energetica degli edifici, succede che in Germania e in Austria si stia scatenando una nuova moda, quella della casa attiva.
Fino a poco tempo fa si parlava di casa passiva, quella in grado di funzionare senza ricevere alcun apporto esterno di elettricità o di energia termica: tutto quello di cui ha bisogno è in grado di produrlo da sè. Oppure evita di sprecarlo, attraverso un isolamento ideale, che trattiene il più possibile il calore all'interno. Ora la casa fa un passo ulteriore: è un'abitazione che non solo è in grado di produrre tutto il fabbisogno energetico, ma va oltre e genera un surplus, che può essere rivenduto o comunque utilizzato all'esterno.
Lidea della casa attiva nasce in ambienti universitari e ora si sta allargando al pubblico. Germania e Austria hanno avviato vere e proprie gare per sollecitare le aziende a proporre modelli realizzabili di case attive. Anche in Italia però si possono realizare case attive e non necessariamente il modello teutonico deve essere quello da seguire. Con la nostra creatività e la nostra inventiva potremmo ideare un protocollo mediterraneo per questo tipo di strutture. Gli strumenti non mancano di certo.


